Credo nel fatto che le persone siano artefici del proprio destino e sono convinta che il fallimento non esiste. Il fallimento è esperienza, e l’esperienza arricchisce. Quella che oggi sembra una sconfitta, domani sarà una chiave di lettura.
O almeno, così è sempre successo nella mia vita; anche se mi rendo conto che unire i puntini non è da tutti.
Mi piacciono le persone che riescono a guardare oltre, a leggere tra le righe.
Che prima di farsi un’opinione si fanno un quadro, che sanno ascoltare davvero, che riescono a vestire i panni del proprio interlocutore spogliandosi completamente dei propri.
Credo che questi siano i professionisti veri, quelli che in un progetto fanno LA differenza.
A dodici anni ho fatto amicizia col computer e non abbiamo mai litigato. Ho iniziato a scrivere cicli “for” per stampare le faccine dei codici ASCII e a sedici ho sviluppato il mio primo gestionale, al quale ho cambiato faccia nel corso degli anni ma il cui cuore ancora risponde alle esigenze dell’azienda che tuttora lo usa.
Fino al 2004 ho percorso una strada fatta di sviluppo e project management che dentro di me aveva un’unica possibile evoluzione: la costituzione di una mia azienda. Consapevole dei miei limiti, aspettavo pazientemente di incontrare qualcuno con cui iniziare l’avventura.
Non avevo messo in conto che le aziende alla fine sarebbero state due.
A maggio 2004 è nata MOCA, in spiaggia a Jesolo.
A ottobre dello stesso anno, per una fortuita coincidenza sulle tempistiche, ho acquisito insieme a mio fratello le quote dell’azienda di famiglia, che si muove nella old old economy e per la quale mi occupo degli aspetti economico finanziari.
Percorsi diversi, a volte complicati, ma con un carico di esperienza davvero importante, a tratti unico.
Ho una particolare propensione verso l’apprendimento: mi piace imparare, qualsiasi sia il tema.
Non ho affrontato percorsi di studio che mi hanno preparato alla costituzione di una startup o alla gestione di un’azienda presente sul mercato da più di vent’anni con un giro di affari di qualche milione di euro. Ho imparato sul campo, usando prevalentemente il mio istinto.
Ho saputo aspettare, senza pretendere che i risultati arrivassero quando pensavo fosse il momento.
Non lo decidi tu quando è ora di raccogliere, tu decidi solo quando e quanto seminare.
Ho incontrato per strada persone di grande valore, grazie alle quali oggi MOCA cresce ad un ritmo importante e costante e FAM consolida tuttora risultati nei quali inizialmente credevo solo io e che i miei interlocutori definivano utopici.
Mi sono divertita.
E ho trovato degli amici.












